Téchne

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Aumento della componente tecnica nella organizzazione dei rapporti sociali ed economici: unico criterio gida è l’aumento dell’efficienza della produzione.

-Feudalesimo->Diritto alla sussistenza dell’uomo dietro contributo obbligatorio alla collettività saotto forma di lavoro. Diritto divino o ancestrale ad esistere.
-Capitalismo ->Perdita del diritto di sussistenza, necessità di trovarsi una occupazione sul mercato (aumento dell’efficienza nella gestione delle risisorse)
-Tecnicalismo->  L’esistenza dell’uomo come essere giocoso e riflessivo sarà messa a rischio?

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Hai ragione Boldrin!

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Hai ragione, sei coerente con i postulati fondamentali dell’imperante libero mercato, ma la politica è altra cosa. Sai benissimo che tutto si può fare, tutto è giusto e niente è sbagliato, basta avvertire del prezzo i cittadini. E in questo i nostri eroi peccano, peccano notevolmente. Nessuno di loro ha il coraggio di dire che la prospettiva che si apre di fronte a un paese che sfida i delicati equilibri del libero mercato, è una inesorabile, traumatica, decrescita. O si convincono le persone che la decrescita è bella o si troveranno un popolo inferocito che li appenderà a testa in giù.
 
W la decrescita felice!

Aver capito la crisi non vuol dir che la crisi è risolta

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-Prima chiave di lettura:
quindi, se diminuisce l’inflazione (meno spesa pubblica e stipendi più bassi) i creditori sono contenti perchè rimane alto il valore di ogni singolo dollaro prestato a governi o individui. E i creditori, si sa, hanno capitale, e con il capitale possono fare pressione sui governi. E i governi possono diminuire l’inflazione: la loro ricchezza si mantiene, mentre lo stato, non potendo più erogare servizi fondamentali, perde il suo ruolo di istituzione etica. Lo stato muore, sotto la pressione del capitale.
Anarchico, non c’hai capito un cazzo!
-Seconda chiave di lettura:
Gli interessi dei grandi capitalisti coincidono con quelli del consumatore: basso prezzo dei prodotti (bassi salari), vendita h24, ricerca perenne del nuovo prodotto. E gli interessi del capitalista li puoi pure reprimere ma quelli del consumatore, in democrazia, non li puoi toccare. E allora calano i salari, si precarizza il lavoro, aumenta il valore del denaro, si va in deflazione (opposto dell’inflazione), i creditori hanno un credito che si auto-incrementa per la semplice rivalutazione della moneta. Per i governi è sempre più oneroso ripagare gli interessi sul debito e avere la speranza di poterlo ripagare.
Lo stato muore, sotto la pressione di consumatori e capitale.

-Non esistono i cattivi nel libero mercato, esistono solo gli interessi di ogni singolo ente economico. Ma un ente che può perseguire il bene per statuto esiste, e si chiama stato-nazione.

Grande compito

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Rendere il socialismo e la decrescita compatibili con l’uomo. L’uomo che ha, e ha sudato per avere, dirà sempre che l’istinto porta a lavorare lavorare lavorare. Perchè pensa, o è abituato all’idea, che sia l’unico modo per realizzarsi come uomo. Ecco il grande ostacolo: una visione preindustriale del lavoro. Come estirparla? questo è il grande compito.
L’IMMAGINARIO E’ TUTTO

 

L’uomo che funziona

aalto

Adattarsi, non tanto vincere. L’uomo si piega molle molle agli ingranaggi del mondo e come bullone universale si impernia in ogni meccanismo.

Si piazza li. Non si muove. Puo’ farsi olio e lubrificare, puo’ farsi sabbia e impantanare tutto.

L’uomo che funziona trova il suo senso in questo suo pertugio. Nel suo funzionare e nel far funzionare ad un certo attrito il meccanismo della vita. L’uomo che funziona e’ un coefficiente, una costante da ricordare. In quella costante tutta un’esistenza ed un senso che lascia certo sgomenti; perché sublimazione e surrogato di vita.

L’uomo che funziona ci porta il benessere, ma al prezzo di sorda esistenza.

Les Passantes

G. Brassens
Je veux dédier ce poème
A toutes les femmes qu’on aime
Pendant quelques instants secrets
A celles qu’on connait à peine
Qu’un destin différent entraîne
Et qu’on ne retrouve jamais
A celle qu’on voit apparaître
Une seconde à sa fenêtre
Et qui, preste, s’évanouit
Mais dont la svelte silhouette
Est si gracieuse et fluette
Qu’on en demeure épanoui
A la compagne de voyage
Dont les yeux, charmant paysage
Font paraître court le chemin
Qu’on est seul, peut-être, à comprendre
Et qu’on laisse pourtant descendre
Sans avoir effleuré sa main
A la fine et souple valseuse
Qui vous sembla triste et nerveuse
Par une nuit de carnaval
Qui voulu rester inconnue
Et qui n’est jamais revenue
Tournoyer dans un autre bal
A celles qui sont déjà prises
Et qui, vivant des heures grises
Près d’un être trop différent
Vous ont, inutile folie,
Laissé voir la mélancolie
D’un avenir désespérant
Chères images aperçues
Espérances d’un jour déçues
Vous serez dans l’oubli demain
Pour peu que le bonheur survienne
Il est rare qu’on se souvienne
Des épisodes du chemin
Mais si l’on a manqué sa vie
On songe avec un peu d’envie
A tous ces bonheurs entrevus
Aux baisers qu’on n’osa pas prendre
Aux cœurs qui doivent vous attendre
Aux yeux qu’on n’a jamais revus
Alors, aux soirs de lassitude
Tout en peuplant sa solitude
Des fantômes du souvenir
On pleure les lêvres absentes
De toutes ces belles passantes
Que l’on n’a pas su retenir

Anvedi Polibio

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“Finché sopravvivono cittadini che hanno sperimentato la tracotanza e la violenza […], essi stimano più di ogni altra cosa l’uguaglianza di diritti e la libertà di parola; ma quando subentrano al potere dei giovani e la democrazia viene trasmessa ai figli dei figli di questi, non tenendo più in gran conto, a causa dell’abitudine, l’uguaglianza e la libertà di parola, cercano di prevalere sulla maggioranza; in tale colpa incorrono soprattutto i più ricchi. Desiderosi dunque di preminenza, non potendola ottenere con i propri meriti e le proprie virtù, dilapidano le loro sostanze per accattivarsi la moltitudine, allettandola in tutti i modi. Quando sono riusciti, con la loro stolta avidità di potere, a rendere il popolo corrotto e avido di doni, la democrazia viene abolita e si trasforma in violenta demagogia […].”

No va be’.. fa troppo ride’ l’invarianza degli schemi comportamentali della massa.