Sessismo sottile

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Quell’uomo è stato cacciato non perché incapace, non perché coinvolto in mafia capitale.
Quell’uomo, a pensarci bene, è stato cacciato per sessismo. Un sessismo sottile, sfuggente, nascosto nelle fessure dell’encefalo. Perché le sue dita affusolate da chirurgo, il suo linguaggio pacato ( a parte l’inaspettato e apprezzabilissimo “fascisti carogne, tornate nelle fogne”), la sua mania per l’ecologia, insomma il suo atteggiamento da frocio, da ricchione, da finocchio, infondevano fra i cittadini una profonda idiosincrasia, prodigamente alimentata dai soliti, e strutturali, problemi dell’urbe.
Ma ci son cose che, invece, personalmente, non gli perdonerò mai:
-la pavida frase ai tempi del coinvolgimento di mezza Roma in mafia capitale: “Totti non si tocca, perchè Totti è Roma”. (e sti cazzi?)
-lo stadio della Roma a Tor di Valle (anche se sarà sempre meglio il suo progetto faraonico, che l’inutile occupazione di agro che si va profilando)
-non aver sputato su quell’anfibio (bufo bufo) di Tassone.

PS
Alla vittoria di Marino nel 2013, piangemmo la sconfitta di M5S.
Nel 2016 festeggiammo la vittoria della Raggi.
E ora?

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