Il felice e l’efficiente

ipsum

Andare da A a B in poco tempo, anche se a B non si ha nulla da fare, può essere considerato efficiente?

E se nella vita le cose si comprendono a giochi fatti, quando ormai tutto e’ passato, può essere una scelta valida muoversi senza sapere il perché?

Se a posteriori tutto ha senso, come criticare chi va da A a B senza saper cosa fare a B?

Anche se tutto e’ inutile… forse sprecare fa parte del capire?

Alla fine cosa servono i gemiti sgrammaticati di un bambino se non a parlare?

A cosa servono le sue cadute se non a camminare?

Se lo sbaglio e’ spreco, forse bisognerà addirittura sprecare se stessi per cercare in fine di capire…

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