Aver capito la crisi non vuol dir che la crisi è risolta

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-Prima chiave di lettura:
quindi, se diminuisce l’inflazione (meno spesa pubblica e stipendi più bassi) i creditori sono contenti perchè rimane alto il valore di ogni singolo dollaro prestato a governi o individui. E i creditori, si sa, hanno capitale, e con il capitale possono fare pressione sui governi. E i governi possono diminuire l’inflazione: la loro ricchezza si mantiene, mentre lo stato, non potendo più erogare servizi fondamentali, perde il suo ruolo di istituzione etica. Lo stato muore, sotto la pressione del capitale.
Anarchico, non c’hai capito un cazzo!
-Seconda chiave di lettura:
Gli interessi dei grandi capitalisti coincidono con quelli del consumatore: basso prezzo dei prodotti (bassi salari), vendita h24, ricerca perenne del nuovo prodotto. E gli interessi del capitalista li puoi pure reprimere ma quelli del consumatore, in democrazia, non li puoi toccare. E allora calano i salari, si precarizza il lavoro, aumenta il valore del denaro, si va in deflazione (opposto dell’inflazione), i creditori hanno un credito che si auto-incrementa per la semplice rivalutazione della moneta. Per i governi è sempre più oneroso ripagare gli interessi sul debito e avere la speranza di poterlo ripagare.
Lo stato muore, sotto la pressione di consumatori e capitale.

-Non esistono i cattivi nel libero mercato, esistono solo gli interessi di ogni singolo ente economico. Ma un ente che può perseguire il bene per statuto esiste, e si chiama stato-nazione.

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