La grande contraddizione in attesa delle definitive contraddizioni

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Passa inosservata, altre volte fraintesa, la tremenda contraddizione tra democrazia e capitalismo, quest’ultimo inteso come perfetta struttura funzionale all’ideologia produttivista. Per l’ennesima volta, con gli ultimi patetici fatti di cronaca, i nodi dovrebbero essere venuti al pettine. L’opposizione alle grandi infrastrutture, ritenute inutili templi dedicati alla tecnica e al denaro, e l’ostilità delle comunità locali nel vedersi espropriati luoghi dall’alto valore umano e naturalistico, sono la massima espressione della democrazia. Infatti proprio la democrazia fornisce a tutti gli strumenti per difendere le proprie posizioni ideologiche al costo di rallentare fortemente lo sviluppo economico-tecnico del sistema.
E’ su questo terreno che si concretizza la grande contraddizione: la democrazia frena il naturale sviluppo del capitalismo-produttivismo, ma senza riuscire a superarlo, fallendo continuamente nel proporre alternative. Il punto è che disturbare il naturale procedere del capitalismo-produttivismo non significa solo danneggiare la classe dei privilegiati che avranno sempre un altro settore o paese con cui fare profitto. L’effetto dalla portata veramente storica, quindi veramente macroscopica, è il peggioramento delle condizioni di vita dei più. Perchè il sistema capitalistico è l’unico che c’è, è il più coerente che c’è. Infatti pur esistendo al suo interno delle contraddizioni, esse sono ben lontane, ad oggi, dal diventare esiziali.
Un ponte che non crolla, una galleria in un punto strategico per gli spostamenti su rotaia servono a tutti, migliorano la vita di tutti, e il capitalismo-produttivismo li avrebbe forniti, in tempi accettabili a condizioni accettabili. Certo, alle sue condizioni.
Dunque, lungi dal voler essere araldi del sistema economico egemone, dovremmo scegliere se aderire al sistema, mantenendo nei suoi confronti una intima, tutta interiore, avversione, oppure combatterlo con tutti i mezzi disponibili al fine di abbatterlo completamente, sempre dopo una lunga preparazione di una alternativa.
Ogni via di mezzo sembra portare solo morte e precarizzazione delle condizioni di vita.

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